La resistenza a Niguarda – 1/3

Note redatte nella sede dell’A.N.P.I. Sezione “Martiri niguardesi” da una commissione di Garibaldini della 110a Brigata Garibaldi.
Nelle fotografie, momenti dei giorni della Liberazione nelle strade del quartiere.
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24 APRILE 1945
NIGUARDA INIZIA LA LOTTA ARMATA CONTRO I TEDESCHI E FASCISTI

PREMESSA:

Brigate operanti in Niguarda:

  • 110a Brigata Garibaldi 2° distaccamento “D.Giani”
    forza operativa clandestina n°30 uomini
  • Volante “DE ROSA” (Val Toce)
    forza operativa n° 8 uomini – più un gruppo imprecisato in parrocchia

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ORE 11.40
Alcuni uomini della nostra formazione partono alla volta di Viale Monza per la protezione di un comizio allo stabilimento Magnaghi.
In piazza Belloveso (dietro i rifugi antiaerei) era appostata una pattuglia di repubblichini.
Noi, colti di sorpresa, ci siamo ritirati momentaneamente.
La pattuglia spara alcuni colpi di fucile fortunatamente andati a vuoto.
La nostra pattuglia ha avuto così un leggero sbandamento e di conseguenza non ha potuto proteggere il comizio.

ORE 12.30 INTERVENTO DELLA VOLANTE (giustiziati i tedeschi)
La Volante De Rosa (in attività per una azione di disturbo) si imbatte nei precedenti repubblichini e li mette in fuga. Mentre i fascisti si ritirano, arriva in Niguarda una macchina con a bordo 3 tedeschi (sono le ore 13 circa); questi chiedono il motivo del trambusto e per tutta risposta gli uomini della Volante sparano e li uccidono. Anche loro come i Garibaldini si ritirano. Si discute sul da farsi.

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ORE 13.30
Da via Graziano Imperatore arriva un autocarro della aeronautica militare. Viene fermato dalla nostra formazione e requisito. I militari vengono disarmati e inviati a piedi alla loro caserma.
Verso le ore 16 detto autocarro viene attrezzato di una mitragliera smontata nottetempo da un aereo del campo di aviazione di Bresso (azione compiuta praticamente sotto gli occhi delle sentinelle)

ORE 14.30
Nel frattempo i Garibaldini riorganizzati cercano di prendere in mano la situazione.
Pressappoco a quell’ora passa per Niguarda una macchina con a bordo 3 uomini.
Uno dei garibaldini li riconosce: sono 3 gerarchi fascisti. Si ingaggia un combattimento e uno dei fascisti viene ferito.
Dopo gli accertamenti del caso e avendoli trovati in possesso della tessera del fascio con la firma autografa del duce, con un processo sommario dei componenti della formazione, vengono giustiziati.

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ORE 14.30-14.45
Chiediamo l’autorizzazione al Presidente della Cooperativa Muratori di poter usufruire del loro magazzeno per depositare gli automezzi requisiti.
L’autorizzazione viene data.

ORE 15 circa
Autocarri tedeschi in fuga arrivano alle porte di Niguarda. Sparano all’impazzata uccidendo la compagna Gina Galeotti in Bianchi.
Gli autocarri passano la nostra linea di difesa senza poter essere fermati.

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