La Resistenza a Niguarda – 2/3

Note redatte nella sede dell’A.N.P.I. Sezione “Martiri niguardesi” da una commissione di Garibaldini della 110a Brigata Garibaldi.
Nelle fotografie, momenti dei giorni della Liberazione nelle strade del quartiere.
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ORE 15.30
Il compagno della stampa e propaganda si reca al comando piazza per informarlo sulla nostra situazione.

ORE 16.15
Un dirigente del comando piazza viene a Niguarda per discutere la situazione.
Il compagno della stampa e propaganda, il comandante e il commissario politico del 2° distaccamento si trovano con il dirigente in mezzo ai campi nelle adiacenze di Niguarda e dopo una lunga discussione e delucidazioni sulla situazione, viene deliberato di resistere perché la città all’indomani avrebbe attaccato (sono le ore 17 circa).

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ORE 17.10
Viene bloccata una macchina con a bordo alcuni ufficiali tedeschi. Viene giustiziato un ufficiale che resisteva.
In quel momento passa un camion con un carico di mattoni che viene spostato su tutta la strada: viene così creata la prima barricata (alla CÁ DI SASS) dove viene predisposta subito una squadra di Garibaldini e qualche volontario per la difesa della barricata e di una delle entrate più importanti di Niguarda.

ORE 17.30
Bloccato un autocarro di cemento di proprietà Città del Vaticano che viene spostato in via Ornato all’altezza di via Filicaia e col cemento si crea la seconda barricata.
Detto autocarro viene poi messo nel magazzeno della Cooperativa Muratori (a disposizione per qualunque evenienza).

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ORE 18
Alla barricata CÁ DI SASS giunge una colonna tedesca che viene subito bloccata. Avviene un conflitto a fuoco.
Noi, inferiori di forza, giochiamo d’astuzia, facciamo operare subito un nostro distaccamento dislocato all’interno dell’Ospedale Maggiore, che ci serviva per far evadere i feriti (nel periodo clandestino), dandogli l’ordine di appostarsi sul primo padiglione e di sparare qualche colpo di disturbo (solo quando sono sicuri di non essere visti, per non palesare l’effettiva forza e per non compromettere lo stesso ospedale).
I tedeschi, colti di sorpresa e pensando di essere circondati da una forza consistente, scappano nei rifugi e vi rimangono fino al mattino.

ORE 18.30
I comandanti e i commissari sono in riunione per formare il Comitato di Liberazione Nazionale di EMERGENZA.
Mentre si discuteva per organizzare la difesa notturna, un nostro patriota rimaneva ucciso manovrando una bomba.
NELLA STESSA ORA CIRCA, VENGONO DIVISE E ORGANIZZATE LE SQUADRE PER LA PROTEZIONE DELLE VIE DI ACCESSO A NIGUARDA.
OGNI SQUADRA PRENDE IL POSSESSO DEI POSTI ASSEGNATI CON DEI PRECISI COMPITI.

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ORE 20
L’ORGANIZZAZIONE SI PUÒ DIRE ULTIMATA ED OPERATIVA.
Altri volontari ingrossano le file dei partigiani fino ad arrivare a 84 armati.
La via Palanzone è controllata dalla Volante De Rosa.
LA NOTTE PROSEGUE TENENDO SOTTO CONTROLLO LA COLONNA TEDESCA E LE CASERMETTE COLME DI REPUBBLICHINI, TEDESCHI E MILITARI FRANCESI.

Le casermette vengono controllate dalla Val Toce dalle mura dell’Oratorio, mentre sulla strada (via Monte Rotondo), i Garibaldini sulla barricata controllavano l’accesso a Niguarda.
Tutte le strade erano bloccate e controllate dai garibaldini e volontari.
Gli episodi di valore e di abnegazione di quella notte sono tanti. Tutti erano al loro posto pronti ad ogni evenienza.

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